Chi ha inventato i Giochi Olimpici?

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Invenzione giochi olimpici

I Giochi Olimpici, che hanno avuto origine nell’antica Grecia ben 3000 anni fa, sono stati ripresi alla fine del XIX secolo e sono diventati la competizione sportiva più importante del mondo.

Dall’VIII secolo a.C. al IV secolo d.C., i Giochi si tenevano ogni quattro anni ad Olimpia, situata nella penisola del Peloponneso occidentale, in Grecia in onore del dio Zeus.

Invece, le prime Olimpiadi moderne hanno avuto luogo nel 1896 ad Atene e hanno visto la partecipazione di 280 partecipanti provenienti da 12 nazioni.

Dal 1994 i Giochi Olimpici Estivi e Invernali si svolgono separatamente e si alternano ogni due anni.

L’intervallo di quattro anni tra le edizioni degli Antichi Giochi era chiamato “Olimpiade” e all’epoca veniva utilizzato per scopi di datazione: il tempo veniva contato nelle Olimpiadi piuttosto che negli anni.

I Giochi Olimpici sono rappresentati da cinque anelli ad incastro, ma qual è il significato del numero 5 in questa competizione? E chi le ha inventate nell’antica Grecia e chi ha deciso di riprendere a giocare queste competizioni sportive?

Le curiosità sulle Olimpiadi

Le prime testimonianze scritte degli antichi Giochi Olimpici risalgono al 776 a.C., quando un cuoco di nome Coroebus vinse l’unico evento, una corsa podistica di 192 metri chiamata stade (l’origine del moderno “stadio”). Così Coroebus divenne il primo campione olimpico della storia.

Tuttavia, alcuni studiosi ritengono che i Giochi fossero in corso da molti anni a quel tempo. All’epoca, i Giochi duravano 5 o 6 mesi.

La leggenda narra che Eracle, figlio di Zeus e della mortale Alcmena, fondò i Giochi, che alla fine del VI secolo a.C. divennero la più famosa di tutte le feste sportive greche. I Giochi prendono il nome dalla loro posizione ad Olimpia, un luogo sacro situato vicino alla costa occidentale della penisola del Peloponneso, nel sud della Grecia. La loro influenza fu così grande che gli storici antichi iniziarono a misurare il tempo in base agli incrementi di quattro anni tra i Giochi Olimpici, conosciuti come Olimpiadi.

Dopo che l’Impero Romano conquistò la Grecia nella metà del II secolo a.C., i Giochi Olimpici continuarono, ma i loro standard e la loro qualità diminuirono. Un esempio di tale decadimento ci fu nell’edizione del 67 d.C., quando l’imperatore Nerone partecipò a una corsa di bighe olimpiche, solo per disonorarsi dichiarandosi vincitore anche dopo essere caduto dal carro durante l’evento. Nel 393 d.C., però, l’imperatore Teodosio I, cristiano, chiese la messa al bando di tutte le feste “pagane”, ponendo fine all’antica tradizione olimpica dopo quasi 12 secoli.

La rinascita dei Giochi Olimpici nell’era moderna

Dal lontano 67 d.C. ci sarebbero voluti ben 1.500 anni prima che i Giochi tornassero a disputarsi, in gran parte grazie agli sforzi del barone Pierre de Coubertin. Dedito alla promozione dell’educazione fisica, il giovane barone si ispirò all’idea di creare dei moderni Giochi Olimpici dopo aver visitato l’antico sito olimpico in Grecia.

Nel novembre 1892, in una riunione dell’Union des Sports Athlétiques a Parigi, Coubertin propose l’idea di far rivivere le Olimpiadi come una competizione atletica internazionale che si tiene ogni quattro anni. Due anni dopo ottenne l’approvazione di cui aveva bisogno per fondare il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che sarebbe diventato l’organo di governo dei moderni Giochi Olimpici. L’intento di Pierre de Coubertin nel reintrodurre i giochi era quello di infondere uno spirito universale: i cerchi olimpici infatti sono di colori utilizzati in tutte le bandiere mondiali.

Fu quindi nel 1894 che Pierre de Coubertin lanciò il suo piano per far rivivere i Giochi Olimpici e nel 1896 si tennero ad Atene i primi Giochi dell’era moderna.

Le donne sono state ammesse a partecipare ai Giochi solamente a partire dal 1900. Dal 1924 al 1992, le Olimpiadi Invernali e quelle Estive si sono tenute nello stesso anno.mp