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Tra sfide e speranze: Il percorso di Calzona da vice a comandante del Napoli

Nel palcoscenico calcistico italiano si accende nuovamente la luce sui partenopei: il Napoli si appresta a cimentarsi in un’ardua impresa, quella di raddrizzare una stagione che si presenta già critica. Al comando della nave azzurra, il timoniere Francesco Calzona, una figura che emerge un po’ a sorpresa nell’ambiente calcistico, designato dal presidente Aurelio De Laurentiis per prendere le redini del club dopo l’addio di Rudi Garcia.

Il viaggio di Calzona, che attualmente guida anche la selezione slovacca, non sarà di certo una crociera in acque tranquille, in particolare con il debutto in Champions League contro il colosso Barcellona. Questa sfida di fuoco si profila come un vero e proprio battesimo del fuoco per il neo-allenatore. Tuttavia, il suo bagaglio di esperienze sul suolo napoletano, grazie alle collaborazioni passate con illustri predecessori quali Maurizio Sarri e Luciano Spalletti, potrebbe rivelarsi un prezioso alleato. A questo si aggiunge la figura emblema e icona del club, Marek Hamsik, che saprà sicuramente fornire sostegno e guida al nuovo corso tecnico.

Calzona, originario di Vibo Valentia, ha un passato da calciatore modesto, con alcune apparizioni in Serie B vestendo la maglia dell’Arezzo. Ma è da allenatore che il suo percorso prende forma e sostanza, iniziando in Umbria con la Castiglionese nel 2004 e proseguendo in Toscana col Torrita. La sua vita cambia quando Maurizio Sarri lo chiama al suo fianco come vice all’Avellino, dando inizio a un sodalizio professionale che lo vedrà al fianco del tecnico toscano in varie squadre, culminando con l’esperienza al Napoli. Un legame, quello con i partenopei, che si interrompe ma non si spezza, tornando a essere rafforzato nella fase con Luciano Spalletti.

Per Calzona una svolta vera e propria in carriera

L’inaspettata chiamata a guidare la Slovacchia, proposta dallo stesso Hamsik, rappresenta una svolta epocale nella carriera di Calzona. È sotto la sua guida che la nazionale slovacca raggiunge un traguardo storico, qualificandosi per la prima volta a un campionato europeo e dimostrando una grinta e un’organizzazione che lasciano i fan in trepidante attesa di vedere cosa porterà al San Paolo.

Parlando di tattiche e schemi, Calzona non nasconde la sua propensione per il 4-3-3, un modulo che prevede un gioco verticale, incisivo e volto all’attacco, lontano dalle trame intricatamente orizzontali di Sarri ma più vicino al dinamismo di Spalletti. La difesa a tre, reintrodotta da Mazzarri, sarà abbandonata per un ritorno a una struttura tattica più consona al gioco che ha portato a conquistare lo scudetto nell’annata precedente.

In una recente intervista a Tuttosport, Calzona delineava i contorni della sua filosofia di gioco: “L’intento è sempre quello di fare la partita, di prendere l’iniziativa. Non mi ritrovo nell’idea di un calcio esclusivamente difensivo. Il calcio è equilibrio, ma è soprattutto attacco e creazione. Il mio obiettivo è quello di esprimere un calcio di qualità, sottolineando l’importanza dell’applicazione e della verticalizzazione non appena si supera la prima linea di pressione avversaria.”

Con questi presupposti, gli occhi dei tifosi e degli appassionati sono tutti puntati su Calzona, l’uomo del riscatto, l’artefice di una possibile rinascita del Napoli. La sua guida saprà infondere nuova vita e nuova speranza tra i ranghi azzurri? Per scoprirlo, basterà attendere il fischio d’inizio della prossima partita. Il calcio, ancora una volta, si appresta a scrivere pagine indimenticabili.

Mario Fedeli
Mario Fedeli
Dopo una laurea in economia, ho intrapreso un cammino che mai mi sarei aspettato, quello del giornalista. Oggi scrivo di calcio, basket e altri sport, raccontandoli quotidianamente. Vivo a Torino, sono sposato e ho una splendida figlia.
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